Infografica: la sintesi del buon design

By Posted in - INFOGRAFICA on novembre 3rd, 2017 0 Comments Infografica: il fascino di una buona progettazione

Alla Techonomy del 2010 il CEO di Google Eric Schmidt osservò che creiamo più informazioni in due giorni che dall’alba della civiltà fino al 2003. Il messaggio era chiaro: l’umanità sta creando e consumando molte più informazioni di quanto non abbia mai fatto prima. Di conseguenza, è sempre più difficile ottenere l’attenzione delle persone in quanto sono costantemente bombardate da vari stimoli durante tutto il giorno. Le aziende pertanto si trovano a dover capire come prendere una fetta di questa attenzione: un compito che sta diventando ogni giorno sempre più impegnativo. L’infografica in questo quadro si inserisce perfettamente: la sua capacità di sintetizzare le informazioni ben si adatta all’abilità del nostro sistema visivo di assimilare con rapidità ed efficacia immagini, grafici o simboli, anche se si dà nelle mani di chi sintetizza il potere di manipolare e influenzare il destinatario.

Difatti l’efficacia della rappresentazione visiva delle informazioni non è nulla di nuovo. Dai primi dipinti nelle caverne ai dati moderni di oggi gli uomini hanno sempre utilizzato raffigurazioni grafiche come rappresentazioni delle informazioni e alcuni di loro si sono resi persino protagonisti di cambiamenti culturali e politici. Gutenberg è stata una parentesi infelice nella storia evolutiva dell’infografica: con l’invenzione dei caratteri mobili ha messo in un angolo la creatività a favore di una rappresentazione visiva asettica delle informazioni. Poi la diffusione capillare della grafica computerizzata e soprattutto lo sviluppo di sofisticati grafici hanno rianimato la creatività agevolando la compressione e trasmissione di conoscenza al sistema di archiviazione della nostra memoria.

Ammettendo la possibilità che anche oggi le aziende possano, attraverso un’infografica, lasciare il segno nella storia, qui vogliamo limitarci a considerare solamente la necessità di catturare favorevolmente l’attenzione dei propri clienti realizzando un’infografica che attiri l’attenzione e informi oltre a intrattenere. Probabilmente Steve Jobs direbbe che è tutta una questione di progettazione. Lui che era ossessionato dal minimalismo e da sempre affascinato dai lavori del designer della Braun Dieter Rams aveva visto come la semplicità e immediatezza del buon design possono comunicare meglio all’utente identità e messaggio del brand, oltre a migliorare l’appeal dei prodotti. L’infografica può eguagliare tranquillamente il buon design dei prodotti della Apple, basta lasciarsi ispirare dal buon senso e affidarsi a semplici regole di buona progettazione.

Edward Tufte professore di statistica di Yale autore di alcune delle opere più acclamate e complete sul tema dell’infografica sostiene infatti che per realizzare una buona infografica ogni elemento grafico che non comunica specifiche informazioni deve essere omesso perché superfluo: linee, etichette o elementi decorativi sono solo distrazioni che distolgono l’utente dai dati, degradando l’integrità dell’infografica e abbassando così il suo valore. Ma se chiedete conferma al graphic designer britannico Nigel Holmes storcerà il naso, lui preferisce un uso abbondante di illustrazioni e decorazioni per abbellire l’infografica, per lui bisogna usare illustrazioni e metafore visive per rafforza il messaggio. Qual’è allora l’approccio corretto? Entrambi. Da una parte avete Tufte che preferisce mostrare le informazioni nel modo più neutrale possibile, per incoraggiare l’utente ad analizzare senza pregiudizi. Dall’altra Holmes che invita a prescrivere la conclusione prevista per l’utente. In base ai vostri obiettivi vi accorgerete quale approccio meglio si adatta ma ricordate sempre la massima di Dieter Rams: “Less but better”.

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